«Non posso farvi il biglietto per Venezia, perderei solo tempo», avrebbe detto un operatore di Trenitalia. Lo stesso dipendente avrebbe anche detto all’accompagnatore: «Lasci perdere, mi ascolti. Ho più esperienza di lei: questi ragazzi non sono in grado di imparare. Se fate voi il biglietto per loro fate un favore alla comunità».
I ragazzi dovevano comprare i biglietti da soli perché questa azione faceva parte del percorso di autonomia che stanno seguendo. Tra l’altro per legge i disabili dovrebbero saltare la fila, ma loro si erano messi comunque in coda, chiedendo solo di essere trattati come tutti gli altri passeggeri: oltre al danno la beffa.

Il bigliettaio ha fatto il biglietto e l’ha consegnato all’accompagnatore, mandando alle ortiche il percorso di autonomia. Mitica la risposta di uno dei ragazzi: «Sono Down, mica scemo».
«I nostri ragazzi sono pronti, è la società che non lo è», ha detto la responsabile. Alla fine un treno l’hanno perso, ma non si sono dati per vinti e hanno preso quello dopo, godendosi la loro gita a Venezia.
Trenitalia si dice pronta a condannare quanto accaduto. «Se gli approfondimenti confermeranno tali atteggiamenti irrispettosi e offensivi non mancheremo di sanzionarli, come previsto dalle proprie norme interne», si legge in una nota inviata dalla compagnia.
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