La maestra dà zero, una o due faccine sorridenti a seconda di quanto sono stati fatti bene i compiti. Il piccolo teppista arriva a casa e mi presenta un foglio con una decina di faccine e dice che è stato il più bravo della classe.
Vabbè, la parte educativa gliel'ho anche fatta: non si fa, non si dicono bugie eccetera... Ma dentro di me pensavo tutt'altro.
Che tenerezza il tuo primo imbroglio e quanto hai ancora da imparare. Il foglio era staccato dagli altri e spiegazzato, troppo sciatta la realizzazione. Le faccine erano ben copiate da quelle della maestra, ma devi imparare una regola fondamentale nelle balle: mai, mai, strafare. La bugia è un'opera d'arte fatta col cesello, non con l'accetta. Se il massimo della valutazione è due faccine sorridenti non puoi portarmene dieci, puoi al massimo arrivare a tre.
Figlio mio, come cresci in fretta. Ti è arrivato anche l'ardire dell'imbrogliare la mamma. Ti è arrivata la capacità di imbastire un intero piano e il coraggio di portarlo in fondo. Troppo presto per farcela, ma il guizzo l'hai avuto e un giorno ti dirò che l'ho apprezzato, ma adesso devo sgridarti un pochino.

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