Dopo il parto cesareo, il 22 giugno 1989, a Michele e Caterina fu consegnata una bimba che la coppia chiamò Lorena. Solo anni dopo, grazie al test del Dna, si scoprì che era stato fatto un tragico errore. La figlia di Michele e Caterina venne consegnata a un’altra famiglia, che la chiamò Antonella.

Pare che Lorena si sia sempre sentita “fuori luogo”: «Non voleva andare a scuola – ricordano i genitori - e poi ha sposato un ragazzo che ha sempre tenuto nascosto». A 18 anni se ne andò di casa.
Ad Antonella andò peggio, la sua vita fu durissima: i genitori, assolutamente indigenti, la sottoposero a umiliazioni e sofferenze, poi, alla fine degli anni ‘90, i tre fratelli finiscono prima dai nonni e poi in un istituto. Antonella, picchiata dal padre che la ritiene «responsabile di tale situazione», viene affidata a una famiglia di Foggia che nel 2008 finalmente la adotta.
I genitori biologici di Antonella - spiega al quotidiano Gazzetta del Mezzogiorno l'avvocato della coppia - «hanno cercato di instaurare un rapporto soddisfacente con la figlia Antonella senza ottenere il risultato sperato», perché la ragazza considera i genitori adottivi i suoi veri genitori.
Adesso Antonella e i suoi genitori biologici hanno fatto causa a Regione Puglia per 9 milioni di euro, mentre Lorena ha chiesto 5 milioni alla Asl di Bari. A settembre le udienze. La vicenda è stata scoperta alla fine del 2012 dalla famiglia di Lorena che casualmente, su Facebook, ha notato la somiglianza della mamma con una ragazza di nome Antonella, nata nello stesso ospedale e lo stesso giorno.
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