Io ero rimasta al nostro cartaceo anni '90, alle pagelle su foglio cartonato e al libretto delle assenze da compilare a penna.
Ecco, no, chi ha figli ancora piccoli deve sapere che adesso a scuola danno una password, con la quale si può accedere a tutto quello che riguarda i figli: voti caricati nel giorno stesso in cui vengono dati, medie, assenze, note...
Da genitore mi rendo conto che tutto questo è molto utile.
Eppure una parte di me ti compatisce, povero figlio.
Non potrai bigiare
Non potrai ricopiare la mia firma mettendola sul vetro della finestra e scrivere nella giustificazione falsa “è morta la bisnonna” (che muore a cadenza ciclica un paio di volte all'anno)
Non potrai correre con gli amici verso il tram che va in direzione inversa a quella della scuola e passare la mattinata in centro a cazzeggiare.
Non potrai “coprire” l'amico che è uscito due ore prima e non potrai entrare un'ora dopo per limonare con la fidanzatina sulle scale di servizio
Non potrai nascondermi il 3 nel compito di italiano e la nota perché nell'ora del supplente giocavi a briscola al cesso
Non potrai recuperare in una notte di studio matto e disperatissimo quel 4 in scienze che avevi preso il giorno prima e che non avevi confessato a casa
Che noia sarà per te la scuola.
E senza poter dire palle, non allenerai l'inventiva, l'improvvisazione, la memoria, l'arguzia, la solidarietà, l'amicizia, la creatività, il genio...
Madò, povero figlio mio, sto male per te.

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