Ho chiamato mia madre, le ho detto che il vaccino del nipote non poteva essere fatto, come doveva, tra giugno e luglio, perché non c'era posto fino all'autunno. Poi ho sganciato la catena. Il pitbull è partito con la bava alla bocca in direzione del centro vaccinale.
Per due volte la fortificazione ha retto: una volta le hanno detto che era finito l'orario di ricevimento e un'altra le hanno fatto notare che non aveva la delega dei genitori. Pensavano di aver respinto gli assalti. Sciocchi.
La nonna è tornata una terza volta.
Segretaria: “Ah, è ancora qui, può anche prenotare per telefono, sa?”
Nonna: “Certo, signora”
Ma intanto era entrata.
S: “Come le dicevo, non c'è posto fino a ottobre, ma tanto non succede niente”
N: “Certo, signora”
Ma intanto era seduta.
S: “Non è più comoda al centro vaccinale di via xxx?”
N: “Sono comoda anche qui”
Il pitbull aveva addentato il collo. Non c'erano più speranze per la preda, ma si è divincolata ancora per un po'.
Non so che altro si siano dette, ai killer va chiesto solo il risultato, non il modo. So solo che la NONNA è uscita dal centro con macchie di sangue tra i denti e un appuntamento per la vaccinazione del nipote a inizio luglio.

Seguici su: