
La maternità sarà estesa a tutte le donne iscritte alla gestione separata dell’Inps, come le partite Iva. Con un’unica differenza: le “mamme autonome” non saranno obbligate a fermarsi, ma potranno decidere se continuare a lavorare o no.
Se decideranno di prendersi la maternità, avranno diritto a un assegno pagato in parte dallo Stato, in parte dai contributi di lavoratori e aziende.
Non solo. I giorni in cui il bambino è ricoverato in ospedale non saranno conteggiati come congedo di maternità, né obbligatorio né facoltativo. Cambiamenti anche per quanto riguarda i neonati prematuri. Oggi se un bimbo nasce in anticipo rispetto alla data presunta del parto comunicata all’Inps, quei giorni vengono persi, mentre il decreto dirà che sarà possibile recuperarli anche superando il limite dei tre mesi dopo la nascita.
Tutte queste misure saranno contenute nel decreto attuativo del Jobs act che riguarda la cosiddetta conciliazione lavoro-famiglia.

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