Matilde (nome di fantasia) non ha neanche sei anni: è vero che le femmine si svegliano prima, ma lei è un passo ancora avanti. In una scuola elementare di Milano questa bimba martedì è sfuggita al controllo di insegnanti e bidelli ed è scappata per tornare a casa prima. Aveva proposto l’idea anche a due compagne, ma una delle due ha desistito e l’altra è stata beccata, lei invece ha portato avanti l’evasione con la precisione di un orologio svizzero.

Matilde chiede di andare in bagno alla maestra di religione e, una volta uscita dalla classe, prende lo zaino lasciato in corridoio. Scende di un piano, attraversa il cortile della scuola, passa sotto al cancello strisciando, percorre qualche centinaio di metri di strada e rientra a casa. Fuga da manuale. La bimba è stata scoperta solo per l’imprudenza di una complice, che doveva seguirla pochi minuti dopo ma che è stata fermata e ha “cantato”. Ma a quel punto lei era già uccel di bosco, missione compiuta.
Quello che segue è comprensibile: i genitori furibondi, la scuola che dovrà spiegare parecchie cose e bambina sgridata. Tutto giusto. Fossi stata la mamma di Matilde avrei tirato giù l’istituto a cannonate e avrei fatto a mia figlia uno di quei cazziatoni importanti, quelli che non sei arrabbiata ma seria seria perché devi far capire a una bambina la portata vera di quello che ha fatto che non deve capitare più per il suo bene.
Poi però, allentata l’ansia, fatta la denuncia, finito il discorsone e finalmente nel letto a ringraziare tutti i santi che sia finita bene… ecco, in quel momento, tra me e me avrei sorriso. Perché, avrei pensato, mia figlia è indipendente, intraprendente, senza paura… Mia figlia, mi sarei detta, è un genio.
Seguici su: